Top
Ambientalismo concreto: quando la tutela del territorio parte dai cittadini - Terra dei Figli Blog
fade
5305
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-5305,single-format-standard,wp-theme-flow,wp-child-theme-flow-child,eltd-core-1.2.1,flow child-child-ver-1.0.1,flow-ver-1.6.3,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-type2,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,eltd-header-style-on-scroll

Ambientalismo concreto: quando la tutela del territorio parte dai cittadini

Ambientalismo concreto: quando la tutela del territorio parte dai cittadini

C’è un ambientalismo che vive di proclami, grafici apocalittici e parole d’ordine globali. E poi c’è un altro ambientalismo, più silenzioso ma infinitamente più solido, che nasce dal basso, dai territori, dalle mani che raccolgono rifiuti, difendono un bosco, presidiano un fiume. È l’ambientalismo concreto, quello che associazioni come Fare Verde praticano da anni, lontano dai riflettori, ma vicino alle comunità.

Proteggere l’ambiente non significa soltanto aderire a una visione astratta del futuro del pianeta. Significa, prima di tutto, prendersi cura del luogo in cui si vive. Un parco urbano, una spiaggia, una collina, un quartiere. L’ecologia autentica non nasce nei summit internazionali, ma nella responsabilità quotidiana di cittadini consapevoli.

Fare Verde incarna questa idea di ambientalismo come dovere civico, non come ideologia. Le sue attività parlano un linguaggio semplice e comprensibile: pulizia dei territori, monitoraggio ambientale, educazione nelle scuole, difesa del paesaggio. Azioni che non dividono, ma uniscono. Perché il territorio è una casa comune, prima ancora che un tema politico.

Difendere l’ambiente senza demonizzare l’uomo

Uno degli elementi più rilevanti di questo approccio è il rifiuto di una contrapposizione artificiale tra uomo e natura. L’essere umano non è un intruso nel paesaggio, ma parte integrante di esso. Quando l’uomo abbandona il territorio, la natura non sempre rifiorisce: spesso si degrada, si impoverisce, diventa fragile.

Pensiamo alle aree interne, ai borghi, ai terreni agricoli lasciati all’incuria. Qui il problema non è l’eccesso di presenza umana, ma la sua assenza. Un ambientalismo maturo riconosce che la cura del territorio passa anche dal lavoro, dalla manutenzione, dalla presenza responsabile dell’uomo.

In questo senso, l’ambientalismo concreto si distingue nettamente da certe narrazioni che vedono nell’uomo il problema e nella rinuncia totale la soluzione. Proteggere non significa cancellare, ma abitare bene.

Educazione ambientale come eredità

Un altro pilastro fondamentale è l’educazione. La tutela dell’ambiente non si impone per decreto: si trasmette come un’eredità. Ai bambini e ai ragazzi non serve una retorica colpevolizzante, ma esempi concreti, esperienze dirette, responsabilità condivise.

Pulire un parco insieme, osservare un ecosistema, capire perché un gesto conta. È così che si costruisce una coscienza ambientale duratura.

Terra dei Figli nasce proprio da questa consapevolezza: l’ambiente è ciò che lasciamo a chi viene dopo di noi. Non un concetto astratto, ma una realtà fatta di luoghi, paesaggi, risorse e memoria.

Un’ecologia radicata nei territori

L’esperienza di Fare Verde dimostra che esiste un’ecologia che non ha bisogno di essere urlata. Un’ecologia che non divide il mondo in buoni e cattivi, ma chiama ciascuno alla propria responsabilità. Un’ecologia che non guarda solo al domani globale, ma all’oggi locale.

Difendere l’ambiente significa difendere la qualità della vita, il decoro, la bellezza, l’identità dei luoghi. Significa riconoscere che il territorio non è un fondale neutro, ma una trama viva che tiene insieme comunità, storia e futuro.

La natura si protegge meglio quando la si ama, la si conosce e la si vive.
Ed è da qui, dai territori e dai cittadini, che passa ogni vera tutela ambientale.

Mare d’inverno

Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026, i volontari di Fare Verde si dedicheranno ad un’altra importante giornata di pulizia delle spiagge in tutta Italia: “Il Mare D’Inverno XXXV Edizione”. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che l’inquinamento dei litorali è un problema costante, non limitato alla stagione estiva. È così che si crea un ambiente più pulito. L’iniziativa mira a sottolineare l’importanza di ridurre i rifiuti e di riciclare il più possibile, ricordando che le discariche dovrebbero essere considerate l’ultima risorsa per i rifiuti che non possono essere eliminati o riciclati.

Per maggiori informazioni: www.ilmaredinverno.fareverde.it

www.terradeifigli.it

La Redazione