Biodiversità e salute: perché proteggere la natura significa proteggere l’uomo
Per molto tempo l’ambiente è stato raccontato come qualcosa di esterno all’uomo, quasi un’entità separata da difendere contro la presenza umana. Questa visione, oltre a essere fuorviante, ha prodotto spesso politiche ambientali inefficaci o ideologiche. La realtà è più semplice e più profonda: la salute dell’uomo dipende dalla salute degli ecosistemi in cui vive.
La biodiversità non è un ornamento della natura, ma una rete vitale che sostiene l’equilibrio del suolo, dell’acqua, dell’aria e degli organismi viventi, uomo compreso. Quando questa rete si indebolisce, le conseguenze non restano confinate nei boschi o nei mari, ma arrivano direttamente nelle nostre città, nelle nostre tavole, nei nostri corpi.
Biodiversità: una rete invisibile ma essenziale
Ogni ecosistema funziona grazie a una complessa interazione tra specie vegetali, animali e microorganismi. Questa diversità garantisce resilienza, capacità di adattamento e stabilità. Ridurla significa rendere l’ambiente più fragile e più esposto a squilibri.
Pensiamo all’agricoltura: la semplificazione estrema delle colture, l’uso eccessivo di sostanze chimiche, la perdita di varietà locali hanno reso i sistemi produttivi più vulnerabili a malattie, parassiti e crisi climatiche. Difendere la biodiversità non è nostalgia del passato, ma lungimiranza.
Ambiente e salute: un legame diretto
La qualità dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e del cibo che consumiamo è direttamente legata allo stato degli ecosistemi. Inquinamento, perdita di suolo fertile, contaminazione delle falde non sono problemi “ambientali” astratti, ma fattori che incidono sulla salute pubblica.
Sorella Natura (una Fondazione che “promuove la cultura e l’educazione ambientale ispirandosi ai valori universali trasmessi da San Francesco d’Assisi, patrono dell’ecologia”) insiste su questo punto: non esiste una vera tutela della salute senza tutela dell’ambiente. La prevenzione più efficace non passa solo dagli ospedali, ma dalla cura dei territori, dalla difesa delle risorse naturali, dalla riduzione delle pressioni inutili sugli ecosistemi.
Uomo e natura: un’alleanza possibile
Superare la contrapposizione tra uomo e natura è una delle sfide culturali più importanti del nostro tempo. L’uomo non è un ospite indesiderato del pianeta, ma una parte responsabile del suo equilibrio. Quando agisce con misura, conoscenza e rispetto, può diventare il primo custode dell’ambiente.
Questo vale soprattutto per le comunità locali, per i territori rurali, per le aree interne. Dove l’uomo resta, cura e lavora la terra, spesso la biodiversità resiste meglio che nei luoghi abbandonati o lasciati al degrado.
Una visione integrale dell’ecologia
Proteggere la biodiversità significa adottare una visione integrale dell’ecologia, che tenga insieme ambiente, salute, economia e comunità. Non servono soluzioni calate dall’alto o modelli uniformi: servono politiche radicate nei territori, capaci di valorizzare le specificità locali e il sapere accumulato nel tempo.
Terra dei Figli nasce da questa convinzione: difendere la natura significa difendere l’uomo, la sua salute e il suo futuro. Non per ideologia, ma per responsabilità verso chi verrà dopo di noi.

