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Dal gas ai minerali - Terra dei Figli Blog
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Dal gas ai minerali

Veduta aerea di una miniera a cielo aperto con impianto di frantumazione

Dal gas ai minerali

Ursula von der Leyen, il 16 settembre nell’aula di Strasburgo, ha aperto il capitolo industriale del discorso sullo stato dell’Unione con due cifre: “Dipendiamo dalla Cina per oltre l’80% di molte materie prime critiche. Per alcune terre rare, il 90%”. Subito dopo è arrivato l’annuncio: “Per questo creeremo una nuova European Corporation on Critical Raw Materials. Ci aiuterà a procurarci e a immagazzinare ciò di cui abbiamo bisogno”.

In seguito il think tank Shared Ground ha pubblicato un intervento del proprio direttore politico Thibault Muzergues che legge l’annuncio dentro una storia più lunga, quella del gas. “Nel 2022 l’Europa ha dolorosamente scoperto che c’era un prezzo importante da pagare per la dipendenza da un fornitore di energia – in questo caso particolare, dalla Russia per il suo gas naturale”, scrive Muzergues, che aggiunge: “la raffinazione di molti di questi minerali è fortemente concentrata in Cina”.

Il regolamento 2024/1252 dell’11 aprile 2024, noto come Critical Raw Materials Act, fissa al 2030 degli obiettivi di estrazione, trasformazione e riciclo interni, e impone che nessuna materia prima strategica dipenda per più del 65% da un singolo Paese terzo. La Corte dei conti europea ha documentato la distanza dell’Europa da questi obiettivi nella relazione speciale 04/2026; nello stesso documento si osserva che la Cina fornisce il 97% del magnesio dell’Unione (utilizzato negli elettrolizzatori che generano idrogeno) e la Turchia il 99% del boro (utilizzato nei pannelli solari), con la nota che “sebbene i progetti strategici possano beneficiare di autorizzazioni più rapide e di una maggiore visibilità, molti di essi avranno difficoltà a conseguire l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento dell’UE entro il 2030”.

La Commissione è tornata sull’argomento nel dicembre 2025 con RESourceEU, un piano d’azione volto a dimezzare le dipendenze entro il 2029.

In Italia il Comitato interministeriale per la transizione ecologica ha approvato a maggio sette proposte per la seconda call europea sui progetti strategici prevista dallo stesso regolamento: cinque dedicate al riciclo, una alla trasformazione e una integrata.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin aveva in precedenza affermato che “le materie prime critiche sono una delle chiavi per lo sviluppo tecnologico e sostenibile del futuro. Per questo il nostro impegno deve essere massimo. Questa seconda call è un’opportunità per definire meglio le direttrici di lavoro, valorizzando il sistema produttivo italiano fatto di PMI”. Nella prima call, conclusa nell’agosto 2024, le proposte italiane accettate erano state quattro, tutte nel settore del riciclo.

Il tema della dipendenza era stato posto a Strasburgo lo stesso giorno del discorso, quando Nicola Procaccini, copresidente del gruppo ECR, commentando il Soteu (State of the Union) ha detto che “con il Green Deal stiamo massacrando la nostra economia e, soprattutto, stiamo consegnando la nostra dipendenza strategica nelle mani dei regimi più illiberali e inquinanti del pianeta”, e che la decarbonizzazione, “di cui non è sbagliato preoccuparsi, intendiamoci”, non può essere la priorità assoluta dell’agenda europea.

Claudio Rotunno

www.terradeifigli.it

La Redazione