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Passa per pochi voti a Strasburgo la Nature Restoration Law - Terra dei Figli Blog
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Passa per pochi voti a Strasburgo la Nature Restoration Law

Passa per pochi voti a Strasburgo la Nature Restoration Law

Per soli 35 voti su 649 passa il restoration nature law alla plenaria di Strasburgo, che tante discussioni ha scatenato in queste settimane. Molti temevano che il testo che aveva già subito tre bocciature in commissioni, a Bruxelles, potesse essere definitivamente respinto. Ma questo non è successo scatenando l’entusiasmo incontenibile delle sinistre e la disperazione di quanti come agricoltori e pescatori vedono in questo provvedimento una possibile reale minaccia per il prosieguo delle loro attività.

“Per pochi voti è passata una proposta di regolamento che secondo noi è particolarmente critica – ha commentato il copresidente del gruppo dei conservatori ECR, contrari al provvedimento, Nicola Procaccini, eurodeputato di FDI – per una serie di uomini e donne che lavorano nell’agricoltura, nella pesca e, in generale, per tutti coloro che vivono nel mondo rurale. Consideriamo questa legge figlia del green-chic, che tanto va di moda, di persone che non hanno mai messo piede nella natura, che non ci vivono e che dalle loro zone a traffico limitato pensano di poter imporre a tutti coloro che invece nella natura vivono immersi – e per questo la custodiscono meglio di chiunque altro – le loro ideologie, le loro utopie”.

Il testo in effetti presta il fianco a molte critiche e dubbi, considerando che ha mire assai ambiziose e i cui effetti in alcuni casi potrebbero anche controproducenti sia sulle attività produttive che sugli ecosistemi. Come quella che prevede il ripristino delle paludi o ancora l’eliminazione degli argini ai fiumi (chissà che ne pensano gli sfollati della disastrosa alluvione in Emilia Romagna di poco più di un mese fa), o ancora il lasciare alo stato brado migliaia di ettari adesso coltivati.

“Parliamo di una proposta particolarmente pregiudizievole per la natura stessa, dal nostro punto di vista, perché abbandonare a loro stessi i boschi e i fiumi, riportare la palude dove si è bonificato e si consentito che si tirasse fuori la vita da luoghi che spesso erano votati a distruggerla, pensiamo sia estremamente negativo, che ricadrà su tutti i governi, compreso quello italiano”, ha evidenziato lo stesso Procaccini. Nel testo approvato, “l’aspetto positivo sono gli emendamenti che sono passati, e ne sono passati molti a firma ECR. Resta il fatto che si tratta di un testo impregnato di questa ideologia e malgrado il voto contrario delle commissioni Ambiente, Pesca, Agricoltura, quindi di chi si occupa della materia, è passato in plenaria seppur per una manciata di voti e, quindi, questo lo rende oggetto del trilogo che si svolgerà a breve”, ha concluso Procaccini.

Sul banco degli imputati sarebbe finito Weber presidente dei popolari, che sta alacremente lavorando per un futuro accordo proprio con ECR, a cui stanno lavorando da tempo Giorgia Meloni ed Antonio Tajani, per potere cambiare gli equilibri di Bruxelles dopo il voto del 2024. I popolari non hanno votato compatti contro il regolamento, perché almeno 20 eurodeputati avrebbero votato contro le direttive del gruppo e quindi a favore del provvedimento. Ma questo voto, sempre secondo l’onorevole Procaccini, non inficerebbe tutto quanto si sta costruendo in vista degli accordi per le elezioni del nuovo parlamento, anzi:

“La buona notizia è che questa legge” sul RIPRISTINO della NATURA “- ha infatti affermato l’eurodeputato meloniano – dimostra che si stanno facendo le prove generali per una maggioranza politica alternativa all’attuale.  Perché questa convergenza che ha sfiorato la metà più uno dei deputati ci fa presupporre che ci sono buone prospettive, per il Parlamento europeo che verrà, di una maggioranza con sensibilità diverse rispetto alla attuale. Su questo chiameremo a raccolta gli elettori, i cittadini d’Italia e di tutta Europa, perché un’altra Unione europea è possibile e noi la realizzeremo”. E questo è confermato anche nei fatti considerando che ormai da settimane a Bruxelles, su alcuni temi come quelli legati alla gestione dei flussi migratori come quelli legati alle tematiche ambientali, sia i popolari che liberali hanno votato insieme ai conservatori. “il voto sulla legge sul RIPRISTINO della NATURA “non è una battuta d’arresto.  Anzi, questo è un momento importante perché, dopo tanti anni, è emersa una consapevolezza da parte del PPE rispetto a delle scelte che sono state sbagliate fino ad oggi e noi siamo lieti che sia emersa questa consapevolezza, se vogliamo un po’ tardivamente” ha ribadito il capodelegazione in Europa di FDI, Carlo Fidanza.

Vincenzo Caccioppoli