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Conoscere, insegnare, educare: intervista al Presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci Vincenzo Fedele, dopo la Settimana Europea dei Parchi 2026 - Terra dei Figli Blog
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Conoscere, insegnare, educare: intervista al Presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci Vincenzo Fedele, dopo la Settimana Europea dei Parchi 2026

Conoscere, insegnare, educare: intervista al Presidente del Parco Naturale dei Monti Aurunci Vincenzo Fedele, dopo la Settimana Europea dei Parchi 2026

Nel maggio del 1909 la Svezia istituiva i primi parchi nazionali d’Europa. Da quella data – il 24 maggio – prende il nome la Giornata Europea dei Parchi, che la Federazione Europarc celebra dal 1999 e che in Italia si è ormai consolidata in una vera e propria Settimana Europea dei Parchi: un invito, rivolto ai cittadini, a frequentare le aree naturali protette e a prendersene cura.

Quest’anno l’edizione laziale ha segnato una novità senza precedenti: per la prima volta la manifestazione conclusiva si è svolta fuori da Roma e dalla sua provincia, nel comprensorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci, il più meridionale del sistema delle aree protette del Lazio, quasi ventimila ettari distribuiti su dieci comuni tra le province di Latina e Frosinone, sospesi tra il mare del Golfo di Gaeta e le vette del Redentore. Dal 22 al 24 maggio, tra Itri, Formia e Maranola, il programma ha intrecciato escursioni, trekking, percorsi gastronomici, musica e i suggestivi voli in mongolfiera sul golfo.

Il percorso era iniziato qualche giorno prima, e molto lontano dagli Aurunci: a Bruxelles, dove un convegno promosso dall’europarlamentare Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR, ha portato il modello dei parchi regionali del Lazio nel cuore delle istituzioni europee, con la partecipazione dei presidenti e dei direttori degli Enti Parco della regione. Un filo che lega la dimensione europea a quella locale, e che racconta bene l’idea di un’ecologia radicata nei territori e nelle comunità che li abitano. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Fedele, Presidente dell’Ente regionale Parco naturale dei Monti Aurunci dal dicembre scorso, dopo oltre venticinque anni di servizio nella Guardia Costiera con incarichi di responsabilità nei controlli ambientali.

Presidente, per la prima volta da quando la Settimana Europea dei Parchi viene celebrata nel Lazio le manifestazioni conclusive si sono svolte nel comprensorio dei Monti Aurunci. Che significato attribuisce a questo riconoscimento e cosa rappresenta, in concreto, per il territorio che lei amministra?

«Per la prima volta la manifestazione conclusiva della Settimana Europea dei Parchi si svolge nel comprensorio dei Monti Aurunci e io, da Presidente, non posso che essere anzitutto orgoglioso della scelta; ma soprattutto non posso che dare a questo riconoscimento un valore di fiducia e di particolare attenzione da parte delle istituzioni regionali. Mi riferisco in modo particolare al Presidente Rocca e all’Assessore Giancarlo Righini, che hanno dato questa possibilità a uno dei parchi più grandi del Lazio – ricordo che abbraccia due province, Latina e Frosinone – e ciò rappresenta una grande opportunità di promozione e sviluppo del territorio».

Il programma delle tre giornate è stato particolarmente ricco, intrecciando natura, cultura, cammini, tradizioni e tipicità locali, coinvolgendo Itri, Formia, Maranola, Monte Altino e il Rifugio Pornito. Quali sono stati gli appuntamenti più significativi?

«Gli appuntamenti in programma sono stati davvero tanti: a partire dalle escursioni guidate, al trekking, alle passeggiate a cavallo e in mountain bike, fino ai percorsi gastronomici e agli eventi folkloristici e musicali. Ognuno di questi eventi si pone come obiettivo quello di creare il giusto connubio tra turismo, ecologia, natura e valorizzazione del territorio. L’intento è proprio quello di creare un turismo a 360 gradi in uno dei luoghi che ha la fortuna di essere abbracciato dalla bellezza del mare e della montagna. Ovviamente il momento più significativo, che senza ombra di dubbio darà risalto e credo resterà nella storia del parco, è quello dedicato al volo in mongolfiera: la possibilità di ammirare un panorama suggestivo come non lo avete mai visto prima. Cosa abbiamo voluto dire? Che è tempo di guardare le cose da un’altra prospettiva, di puntare in alto e dall’alto godere delle bellezze dei nostri luoghi.»

Lei parla di un “nuovo modello di parco inclusivo” costruito “con pazienza e tenacia”, che concilia tutela della biodiversità e sviluppo dell’economia turistica. Come si traduce questa visione nelle scelte gestionali quotidiane dell’Ente e quali risultati sono già stati raggiunti?

«Quando parlo di nuovo modello di parco inclusivo intendo dire che è necessario rivedere gli obiettivi e i punti di partenza. Bisogna partire da tre punti cardine: conoscere, insegnare, educare. E in linea con questa idea abbiamo già raggiunto i primi risultati. Parlo in termini di promozione turistica: basti pensare all’elevato numero di visitatori che hanno raggiunto le aree interessate dalla manifestazione, molti anche per la prima volta. In termini di comunicazione, attraverso i social e le varie testate giornalistiche, abbiamo raggiunto un notevole numero di utenti. Per quanto riguarda invece i lavori e la manutenzione, procederemo con l’iter di ristrutturazione ed efficientamento energetico dei rifugi, per poi affidarne la gestione alle numerose associazioni che da sempre operano con il parco».

La Settimana Europea dei Parchi è stata anche l’occasione di un confronto con i vertici europei e regionali. Su quali temi?

«Il tema principale del confronto con i vertici europei e regionali è senza dubbio l’ambiente e la sua tutela, perché non dimentichiamoci che questo è il presupposto imprescindibile dal quale può partire tutto il resto. E affinché ciò si compia è necessario attuare un nuovo piano del parco, ormai fermo da vent’anni. Ci tengo a ricordare che, grazie alla disponibilità dell’On. Nicola Procaccini e al sostegno dell’Assessore Giancarlo Righini, questo confronto ha avuto il suo inizio proprio nelle sedi del Parlamento europeo, dove si è svolto un interessante convegno sul tema, che ha visto la partecipazione di tutti i presidenti e i direttori dei parchi del Lazio».

Uno sguardo al futuro: la Settimana Europea è anche un’occasione per parlare alle nuove generazioni e alle comunità che vivono dentro e intorno alle aree protette. Quale eredità si augura che lascino queste tre giornate, sia in termini di partecipazione dei cittadini sia di promozione del comprensorio aurunco oltre i confini regionali?

«Spero che queste tre giornate siano solo le prime di una lunga serie di eventi di promozione ambientale e turistica. Un turismo nuovo, consapevole, sostenibile, che si rivolge alle nuove generazioni affinché possano ricevere come eredità i valori che ci legano ai nostri territori, continuando a rispettarli e a prendercene cura».

Conoscere, insegnare, educare: tre verbi che riassumono un’idea di tutela ambientale fatta di presenza, di lavoro quotidiano e di amore per i luoghi. Dagli Aurunci, abbracciati dal mare e dalla montagna, arriva la conferma che la custodia del creato comincia sempre da casa propria.

Claudio Rotunno – www.terradeifigli.it

La Redazione