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Il parametro unico - Terra dei Figli Blog
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Il parametro unico

Piastrelle in ceramica colorate disposte a mosaico

Il parametro unico

Nel 2005 l’Unione europea ha avviato l’ETS, il sistema che la Commissione presenta come “the world’s first international emissions trading system”, in cui gli impianti più energivori devono coprire con quote le proprie emissioni di CO2 entro un tetto che limita le emissioni “year after year”, e Nicola Procaccini, nel suo L’ecologia dei conservatori, lo descrive come “una sorta di tassa a carico di chiunque si azzardi a produrre qualcosa in Europa”, cioè “un costo di produzione aggiuntivo a carico delle imprese europee”. Una parte di quelle quote viene assegnata gratuitamente, e per gli impianti che non hanno un riferimento specifico per il proprio prodotto si usano i benchmark basati sul calore e sui combustibili, “i parametri utilizzati per calcolare le quote di CO2 assegnate gratuitamente agli impianti industriali quando non esiste un benchmark specifico per il prodotto”, come li definisce Eunews. Su tali parametri la Commissione ha avanzato il 17 luglio la proposta per il periodo 2026-2030, che per Confindustria Ceramica, come riportava Sassuolo Oggi, “continua a non riconoscere le specificità dei settori” più penalizzati dal sistema. Il 16 settembre il Consiglio ha fissato la sua posizione, che secondo QualEnergia porta a 121 milioni le quote assegnabili gratuitamente, e il 19 ottobre la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato la propria, chiedendo parametri specifici per alcuni comparti, “a partire da determinati settori della ceramica, quando il benchmark generale sui combustibili non rispecchia adeguatamente le prestazioni degli impianti”. Il 22 ottobre la plenaria ha approvato il mandato negoziale con 474 voti a favore, 82 contrari e 28 astenuti, e secondo la Regione Emilia-Romagna il testo usa “tutte le quote gratuite disponibili fino al 2030 (stimate in 88 milioni)”, ne aggiunge “altri 11 milioni recuperati dagli impianti che non hanno rispettato le condizioni del sistema”, così da sbloccare “quasi 100 milioni di quote aggiuntive per le industrie”, e consente benchmark specifici dove c’è “una distorsione significativa dovuta all’uso di un parametro comune basato sui combustibili”, calcolati “sulle prestazioni del 10% degli impianti più efficienti”, con i materiali refrattari e le piastrelle di ceramica fra le priorità. Dopo il voto, gli eurodeputati di Fratelli d’Italia Antonella Sberna e Stefano Cavedagna hanno parlato di “un primo risultato concreto di un lavoro lungo e impegnativo”, rivendicando l’inserimento nel testo dei loro emendamenti a sostegno della ceramica, con più quote gratuite e parametri specifici per piastrelle e refrattari. Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, ha commentato che “questo voto riconosce le buone ragioni della ceramica” e che il Parlamento “ha compreso che un parametro unico per tutti non è equo e penalizza ingiustamente un settore hard-to-abate”, che ha investito “oltre 4,5 miliardi in un decennio” per ridurre le proprie emissioni, mentre Procaccini ha parlato di “un passo nella direzione giusta”, perché difendere le imprese italiane significa impedire che, “come nel caso della ceramica italiana”, aziende che hanno investito “nell’innovazione e nella sostenibilità siano penalizzate da regole europee che ne aumentano i costi”, aggiungendo che l’ETS “trasforma la transizione ecologica in un fattore di impoverimento economico senza reali benefici per l’ambiente”, mentre per la delegazione di Fratelli d’Italia, che rivendica di aver contribuito al voto, correggere i parametri non basta e serve una revisione profonda del sistema, con la sospensione dell’ETS durante l’emergenza energetica e il congelamento dell’ETS 2 che il governo Meloni sostiene in sede di Consiglio europeo. Ora il testo passa al negoziato fra Parlamento, Consiglio e Commissione, e Confindustria Ceramica chiede a governo e Parlamento di sostenere “con decisione” un benchmark settoriale per la ceramica: “Ora dobbiamo essere tutti compatti per il trilogo”.

Claudio Rotunno

www.terradeifigli.it

La Redazione