Top
PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA È POSSIBILE PUNTARE ANCHE sul nucleare di ultima generazione - Terra dei Figli Blog
fade
4989
post-template-default,single,single-post,postid-4989,single-format-standard,eltd-core-1.2.1,flow child-child-ver-1.0.1,flow-ver-1.6.3,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-type2,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,eltd-header-style-on-scroll

PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA È POSSIBILE PUNTARE ANCHE sul nucleare di ultima generazione

PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA È POSSIBILE PUNTARE ANCHE sul nucleare di ultima generazione

È un argomento controverso, sostenuto da un recente cambiamento politico volto a “invertire decenni di investimenti insufficienti” e scommettere molto sul nucleare. L’ultimo piano di sicurezza energetica del Regno Unito afferma di volere nuovi progetti nucleari, con l’obiettivo che fino al 25% dell’elettricità del Regno Unito possa provenire da fonti nucleari entro il 2050 – rispetto al 15% di oggi. Inoltre, il primo lavoro per la nuova Great British Nuclear sarà il lancio di un concorso per selezionare le migliori tecnologie di piccoli reattori modulari da sviluppare; centrali nucleari più piccole basate sulla tecnologia più recente entro l’autunno. Ma anche nel resto d’Europa da tempo si parla del nucleare come possibile fonte energetica da sfruttare, per far fronte al rialzo dei prezzi energetici determinati dallo scoppio del conflitto in Ucraina, e trovare fonti alternative pulite rispetto agli inquinanti combustibili fossili. La guerra in Ucraina e le sue conseguenze dal punto di vista degli approvvigionamenti dalla Russia di materie prime energetiche ha posto l’Europa di fronte al dilemma di come sostituire una grande fetta dell’energia importata. La scelta riguarda non solo i paesi da cui importare la materia prima, ma anche come procurarsela in casa. Per esempio, utilizzando le fonti energetiche rinnovabili ed altre forme di energia pulita come appunto quella nucleare di terza generazione.    

Malgrado ancora la grande discussione che questa forma di energia crea nella gente comune e a livello di decisori, il nostro paese ha cominciato da tempo una discussione a tutto campo su quali possano essere le fonti alternative al petrolio e al gas, che devono essere quasi completamente importati. 

Le centrali a carbone e gas bruciano composti a base di carbonio, che viene poi rilasciato in atmosfera sotto forma di CO2. Le fonti rinnovabili apparentemente non bruciano nulla: questo perché sfruttano gli effetti terrestri delle reazioni nucleari che hanno luogo nel sole. Le centrali nucleari usano uranio, con un tipo diverso di reazioni nucleari rispetto a quelle che avvengono nel sole. I differenti combustibili portano ad avere per ogni fonte diverse caratteristiche, di cui la principale è la quantità di carbonio emessa per unità di energia (kWh), il “fattore di capacità” (ovvero il rapporto tra energia generata e energia massima generabile), il costo per unità di energia e la densità di energia (materiale utilizzato per produrre un’unità di energia). L’energia nucleare genera elettricità in 14 dei 27 Stati membri dell’UE e attualmente fornisce il 25% dell’elettricità europea e il 50% dell’elettricità a basse emissioni di carbonio. Secondo alcuni, l’energia nucleare in Europa entro il 2050 potrebbe produrre 150 gw di energia dai 100 circa attuali. Ma quello che appare fondamentale è capire se davvero il cosiddetto nucleare di ultima generazione, che viene anche definito da alcuni come quello di quarta generazione, perché nato per superare i limiti di quello di terza generazione nato alla fine degli anni 80, possa essere una fonte energetica adeguata.    

Con “nucleare di IV generazione” ci si riferisce all’energia ricavabile dalla scissione di atomi molto pesanti come uranio, plutonio e torio, che possano migliorare la Terza generazione, e garantire i seguenti obiettivi: sostenibilità, economicità, sicurezza e affidabilità, riduzione della produzione di scorie radioattive, resistenza alla proliferazione nucleare e protezione fisica. In quanto sostitutivi di quelli della “III+” sono stati proposti come reattori di grandetaglia (1000 MW e più), ma oggi si parla di IV generazione anche per progetti di reattori di potenza inferiore. Il GIF (Generation IV International Forum), un organismo internazionale fondato nel 2000 dal Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti d’America e a cui hanno aderito 13 paesi oltre all’Euratom, ha selezionato sei tipi di reattori che possono soddisfare gli obiettivi sopra elencati e su cui concentrare gli sforzi di ricerca e sviluppo: tre reattori termici e tre reattori autofertilizzanti a neutroni veloci. Ma anche se i dubbi e le incertezze legate a questa tecnologia sono ancora tanti, certamente ogni forma di energia alternativa ai combustibili fossili va analizzata e considerata senza pregiudizi, preconcetti e ideologiche prese di posizione, che rischiano di compromettere una sana, sostenibile economicamente, graduale ed equilibrata transizione energetica green del nostro continente. 

Vincenzo Caccioppoli